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Mastering On Line

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Il nostro servizio di Mastering online vi offre, ad un costo decisamente più basso, la stessa professionalità che ci distingue.

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L’utilizzo è molto semplice:
1- Fate l’upload dei vostri file utilizzando la nostra pagina Uplink.
2- Ricevuti i files cominciamo il lavoro.
3- Quando è pronto vi inviamo un campione in modo da valutare il risultato.
4- Se vi piace pagate il servizio!

Scopo del Mastering

Il Mastering ha lo scopo di risolvere eventuali problemi, migliorare e rendere omogeneo l’album attraverso l’utilizzo specifico di compressori ed equalizzatori, nonché attraverso l’ottimizzazione dei volumi dei singoli brani in relazione agli altri, in modo tale da ottenere un suono coerente tra ciascuna delle tracce elaborate.

Durante la fase di Mastering, il Mastering Engineer,  applica una serie di processi che gli permettono di modellare con cura ogni canzone, fino a farle esprimere il suo pieno potenziale sonoro ed equilibrando i contenuti dell’intero album.

Il Mastering si effettua solitamente sul mixaggio stereo dei vari brani – soluzione maggiormente utilizzata – o sugli stems (sub-mix). Ma che differenza c’è tra stereo mix e stems ?

Mastering su stereo mix

Masterizzare una serie di brani che sono stati mixati in stereo, effettivamente, offre minori possibilità di intervento al Tecnico di Mastering, il quale potrà intervenire, appunto, esclusivamente sull’insieme degli elementi del mix riversati su un unico file stereo. I vantaggi di questo approccio riguardano principalmente la gestione snella di un singolo file stereo.

Gli interventi tipici in fase di Mastering (sia stereo che stem) riguardano principalmente:

  • il trattamento di micro e macro dinamiche
  • la rimozione del DC offset, il filtraggio
  • il miglioramento delle sibilanti e la rimozione di risonanze indesiderate
  • l’espansione delle stereofonia
  • la correzione o il semplice aggiustamento della fase
  • una serie di altri eventuali interventi di compressione e di EQ sia sul contenuto mono, sia sul contenuto stereo
  • l’applicazione di limiter/maximizer
  • l’inserimento di un Mastering Dither Processor

Oltre a questi tipi di interventi più classici, il Tecnico di Mastering può valutare di impiegare anche exciter, riverberi, multiband compressor e altro ancora.


Stem Mastering

Fare Stem Mastering significa fare Mastering non più su un singolo file stereo che costituisce il brano completo, ma su una serie di sub-mix, ovvero su una serie di più file stereo dati dall’insieme logico di più strumenti musicali, la cui somma determina il mixaggio finale del brano.

Per esempio, il Tecnico di Mastering, in tal modo potrebbe disporre di un file stereo che includa tutte le chitarre, di un file che includa tutte le tastiere, di un altro file che includa i brass, un altro ancora di archi, poi i cori, la singola voce principale, il rullante, la cassa, l’insieme degli altri elementi ritmici ecc. su cui intervenire. Il totale di questi gruppi di strumenti – gestibili separatamente e con un maggiore livello di dettaglio rispetto a un singolo file stereo – offre numerosi vantaggi al Tecnico di Mastering, il quale potrà risolvere i problemi di fase intervenendo esclusivamente sul gruppo di strumenti interessato (non su tutto il master), potrà curare la voce principale nel migliore dei modi, sistemare le relazioni tra cassa e basso con più controllo ecc.: insomma, fare Stem Mastering significa poter intervenire esclusivamente laddove ve ne sia un reale bisogno e avere un maggiore controllo sull’intero master.

Ma lo Stem Mastering ha anche degli svantaggi: poter effettuare maggiori (e migliori) interventi comporta più tempo, quindi più costi per il cliente. Tutto ciò può essere affrontato nel caso cui il mix realizzato non sia convincente, ma di fronte a un mix equilibrato potrebbe non valerne la pena. Un altro degli svantaggi potrebbe risultare dai troppi interventi che il Tecnico di Mastering si sente libero di effettuare, portando di fatto il master in una direzione artistica completamente diversa rispetto a quella del mix originale: questo tipo di evenienza è bypassabile confrontandosi costantemente con il Tecnico di Mastering.


Conclusioni

Meglio Mastering Stereo o Stem Mastering?

Di fronte a un mix omogeneo, in assenza di significativi problemi (compresa la mono-compatibilità) e cercando di ottimizzare al meglio i budget, è suggeribile restare sul più usato Mastering Stereo (al limite inoltrando al Tecnico di Mastering solo gli stems di base e voci); di fronte a un mix incerto, magari con qualche problema di controfase e laddove i budget non sono un problema è suggeribile fare Stem Mastering.

Generalizzando, lo Stem Mastering è comunque la soluzione che offre maggiori possibilità di riuscita del prodotto finale.

FAQ – Come preparare le tracce per il Mastering

Le tracce per il mastering vanno esportate mantenendo la risoluzione usata nel mix, meglio utilizzare bit rate non inferiori a 24, esempio 24bit/44.1Khz, 24bit/88.2Khz.

Durante la fase di mix non utilizzare plug-in per massimizzare il master, ciò sarà fatto durante la fase di mastering.

Assicurarsi quindi che il picco massimo del mix sia tra i -6 dBFS e i -3 dBFS, in modo da lasciare “spazio” al mastering engineer per trattare a modo le compressioni.

Nel caso in cui il mix suoni già forte e superi i picchi consigliati, non intervenire sul master, piuttosto riequilibrare il mix in modo da avere una somma ottimale per il master che stia sui valori di picco consigliati.

Assicurarsi in fase di mix che non ci siano picchi in distorsione sulle singole tracce (clip di colore rosso); se presenti, intervenire sulle tracce distorte.

Inviare un file di testo che contenga eventuali richieste, bpm dei brani ed eventuale tracking list con l’ordine dei brani.

Insieme alle tracce da masterizzare potrà essere inviato un disco/cd di riferimento che servirà come guida al mastering engineer per capire la direzione di sound preferita.